Il cambiamento climatico in corso a livello globale può essere attribuito, in gran parte, alle emissioni di CO2 derivanti dalla attività dell’uomo. In questo campo i nostri più grandi alleati sono gli alberi, che nel loro processo di fotosintesi assorbono CO2 e producono O2, ossigeno. Si stima che un albero tipo, nel corso della sua vita, assorbe mediamente l’equivalente di una tonnellata di anidride carbonica per ogni metro cubo di crescita. Contestualmente produce mediamente 0,7 tonnellate di ossigeno.

Nel processo di fotosintesi, infatti, le piante sono in grado di catturare la CO2 presente nell’aria ed unirla all’acqua che ricevono dal suolo per produrre materiale organico, il legno. Da ogni molecola di CO2 la fotosintesi produce due componenti fondamentali: un atomo di carbonio, intorno al quale si genera ogni materia vivente, ed una molecola di ossigeno, essenziale per la vita sulla terra.

INDUSTRIA SOSTENIBILE

Per ridurre la quantità di CO2 nell’atmosfera ci sono due strade percorribili: la riduzione delle “fonti di carbonio” e l’aumento dei cosiddetti “pozzi (o serbatoi) di carbonio”. L’utilizzo del legno rappresenta un modo semplice ed efficace per seguirle entrambe, grazie all’effetto “carbon sink” di assorbimento del carbonio ed alla capacità “carbon stock” di trattenimento del carbonio. Ogni metro cubo di legno utilizzato, come sostituto di un altro materiale da costruzione, riduce le emissioni di CO2 di oltre una tonnellata. Se a questo si aggiungono le 0,9 tonnellate di CO2 che sono conservate nel legno, ogni metro cubo di legno impiegato in edilizia evita l’emissione di un totale di 2 t di CO2.

La riduzione ottenuta corrisponde ai requisiti previsti agli Art. 3.4. del Protocollo di Kyoto e l’industria di lavorazione del legno può già vantare crediti nel quadro relativo al progetto di negoziazione delle emissioni.

IL LEGNO IN BIOARCHITETTURA

Il legno lamellare pur essendo un prodotto trasformato rispetto al materiale di origine, viene considerato biocompatibile perché le sue caratteristiche sono riconducibili a quelle del legno massiccio. La ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti hanno permesso di sciogliere anche le ultime riserve su colle e vernici.

I prodotti derivati dal legno, infatti, sono quelli che meglio rispondono ai dettami della bioedilizia, in quanto:

  • riducono il consumo energetico durante la vita della struttura,
  • riducono il consumo di risorse non rinnovabili,
  • limitano drasticamente l’inquinamento dell’ambiente abitato e i possibili danni alla salute degli occupanti.
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